Separazione e mediazione familiare: ecco perché funziona

Abbiamo già parlato di cosa sia la mediazione familiare sul nostro blog. Sappiamo che è un intervento di aiuto alle coppie che, in seguito a una crisi avvertita come grave, decidono di separarsi. Oggi parliamo in modo più approfondito di alcune dinamiche che si instaurano nel processo di separazione e di come la mediazione familiare sia un efficace strumento di soluzione del conflitto.
Il motivo per cui la mediazione familiare con Mediare ha risultati molto positivi, è che ha un modo peculiare di affrontare il conflitto nella coppia. A differenza della mediazione familiare tradizionale, utilizza gli strumenti del counselling. Ristruttura la comunicazione tra i partner, li mette in condizione di riconoscere l’uno le emozioni dell’altro e, per questo, comprendersi. Riesce a eliminare l’ostilità nella coppia, che solo così sarà in grado di decidere come gestire aspetti pratici e relazionali, durante e dopo la separazione. Tutto il processo è funzionale a ristabilire armonia sulla gestione della relazione futura.
Vediamo insieme alcuni aspetti che, in fase di separazione, vengono avvertiti come importantissimi dalle coppie.

Una nuova relazione per il benessere dei partner e dei figli

Nella maggioranza dei casi, la coppia che arriva a decidere di lasciarsi, ha dei figli. La separazione riguarda, quindi, l'intero nucleo familiare e non solo la coppia.
A prescindere dall'età, i figli soffrono sempre tantissimo quando i genitori decidono di prendere strade diverse.
Da una parte i figli vivono una grande destabilizzazione, dovuta al fatto che il nucleo familiare cambia forma e - per questo - dinamiche. In secondo luogo, l’evento può essere assimilato a un lutto, perché la famiglia come era composta fino a quel momento, non esisterà più.
I figli tendono a chiudersi nei confronti dei genitori sebbene, in realtà, abbiano bisogno più che mai di entrambe le figure. E ne hanno bisogno in ogni momento: in quelli brutti come conforto, in quelli belli per celebrarli assieme. Per questi motivi, i genitori hanno la grande responsabilità di rendere la separazione meno traumatica possibile. Sono gli unici che possono farlo e devono attivarsi affinché sia così.
Il problema è che il costrutto familiare decade dopo la separazione e i genitori non sono più entrambi disponibili insieme per i figli. Anche quando sembrano esserlo, perdono tempo a litigare anziché concentrarsi sull'essere partecipi. Ecco dove si inserisce il lavoro del counselor e mediatore familiare: rimettere in comunicazione efficace i genitori, per far sì che costruiscano un nuovo tipo di relazione solidale.
Solidarietà significa:

  • agire entrambi nell'interesse dei figli,
  • non contraddirsi a vicenda,
  • non sminuire l’altro di fronte ai figli, specialmente in sua assenza,
  • essere concilianti per andare incontro alle esigenze dei figli, nel loro esclusivo interesse. 


Per far sì che questo accada, la mediazione familiare di Mediare permette ai genitori di confrontarsi, litigare e far emergere l’ostilità, per riuscire poi a eliminarla. Il conflitto permane, ma l’ostilità viene eliminata. C’è un riconoscimento emotivo che permette ai partner di sotterrare l’ascia di guerra nel comune interesse e, soprattutto, per quello dei figli. Solo così i partner potranno trovare un nuovo equilibrio e prendere le decisioni migliori per il proprio nucleo familiare.

L’importanza del tempo

Non siamo certo fanatici dell’accelerare i tempi e compiere scelte avventate, anzi, esattamente il contrario. Possiamo, però, affermare con certezza che il metodo di mediazione familiare che ha ideato Mediare, è molto più rapido di quanto si possa pensare.
Quando una coppia si separa, almeno uno dei due partner ha fretta di concludere le pratiche, di disfarsi della relazione che è diventata ormai solo fonte di pena. In questo modo, però, il rischio di compiere scelte sbagliate è alto, come quello di far aumentare esponenzialmente il conflitto. La mediazione familiare serve a evitare tutto questo e punta, anzi, a far giungere la coppia alla migliore decisione nel tempo più rapido. Per farlo, però, è necessario che in una fase iniziale, la coppia si prenda dei momenti per fermarsi, riconoscersi e confrontarsi.
Questa fase serve a non sprecare tempo inutilmente dopo, a non trascinarsi conflitti irrisolti e diatribe infinite. Il tempo investito nella mediazione familiare cancella l’ostilità, che resta solo un brutto ricordo. Solo così la coppia è pronta a costruire una nuova relazione nella quale prenderà decisioni in modo condiviso e conveniente per tutti.

Separazione consensuale: sì, lo voglio

Altro nodo è la separazione consensuale. Il grande conflitto delle coppie, spesso, deriva proprio dal fatto che un partner vuole separarsi e l’altro no. Per questo si innescano ripicche, rivendicazioni, piccole e grandi vendette.
Ciò di cui si occupa la mediazione familiare non è convincere la coppia a condividere la scelta di separarsi. Piuttosto, gioca un ruolo importante nel trasformare l'ostilità all'interno della coppia, far sì che ognuno dei due riconosca i bisogni dell’altro, sia in grado di comunicare in modo non conflittuale ma, anzi, produttivo. In questo senso possiamo dire che facilita la valutazione dei partner in modo che siano più inclini a venirsi incontro anche nella consensualità della separazione.
Non c’è l’eliminazione del conflitto, ma la consapevolezza da parte dei partner che il modo in cui stanno in conflitto condizioni il processo di separazione e tutto ciò che ne consegue. I partner arrivano, quindi, a lasciare da parte l’ostilità, pur facendo ognuno il proprio interesse.
La mediazione familiare che usa gli strumenti del counselling è in grado di portare la coppia a condividere le emozioni e mettersi in contatto empatico. Questi passaggi si rivelano importantissimi perché sono gli unici che permettono alla coppia di prendere decisioni in modo più disteso, lucido e adatto alle esigenze di ognuno. Ecco perché, nel lungo termine, queste decisioni si riveleranno le migliori e garantiranno di eliminare tutte le ostilità.

 

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