Il modello sistemico per spiegare la complessità che ci circonda

Studiare il comportamento umano nella sua complessità è diventato ogni giorno più sfidante, richiedendo in alcuni casi una vera e propria rivoluzione del punto di vista. Nella prima metà del 900 infatti, Ludwig von Bertalanffy formula la teoria generale dei sistemi in ambito scientifico. Questa teoria investe diversi settori disciplinari, partendo da matematica e scienze naturali. Ben presto viene considerata la metodologia da applicare anche nell’ambito psicologico, antropologico e sociologico.
Dalla teoria di von Bertalanffy, un gruppo di studiosi di diverse discipline, sviluppa il modello sistemico anche in ambito psicologico. La cosiddetta scuola di Palo Alto, a metà del 900, contribuisce a spostare l’interesse del proprio studio dall’individuo alla relazione tra le persone, indagando con particolare scrupolo i rapporti nel sistema familiare e nella comunicazione. Tra i suoi esponenti principali ricordiamo Gregory Bateson e Paul Watzlawick, entrambi psicologi con specializzazioni in filosofia e antropologia uno e filosofia l’altro.

 

Cosa ci dice la teoria dei sistemi sulle nostre relazioni

Secondo la visione sistemica, ogni essere umano vive in stretta relazione con l’ambiente circostante; ogni cambiamento dell’ambiente e del contesto si ripercuote sull’altra parte, in un continuo scambio.
La comunicazione tra due o più individui non è quindi una mera emissione e ricezione di messaggi, ma una compenetrazione costante tra le complessità di ogni persona immersa nell’ambiente che la circonda.
Tutto ciò che noi abbiamo intorno condiziona fortemente i nostri comportamenti e la nostra comunicazione verso gli altri. Ognuno di noi influenza gli altri con i propri comportamenti e a sua volta è influenzato dai comportamenti altrui.
Il contesto diventa un elemento imprescindibile, che permette di inquadrare le relazioni e la comunicazione tra persone in modo più efficace. Cosa significa tutto questo? Significa che ogni sistema, coppia, famiglia e altri, è una continua evoluzione, un costante ricevere impulsi e modificarsi per ripristinare un equilibrio e ridurre il conflitto, con il fine di conservarsi e riprodursi. Quando si verifica un conflitto che non riusciamo ad arginare, significa che si è interrotto il ripristino dell’equilibrio perché una delle parti del sistema è cambiata, senza che a questo seguisse un cambiamento complementare dall’altra parte.
Questa è la situazione in cui counselor e mediatori familiari possono intervenire per guidare la coppia o la famiglia verso un nuovo assetto di equilibrio, con particolare attenzione alla comunicazione.

 

I livelli della comunicazione

Secondo Paul Watzlawick, uno dei fondatori del modello sistemico, la comunicazione tra esseri umani riveste una particolare importanza nelle relazioni. Un buon counselor e mediatore familiare deve quindi considerare gli aspetti relazionali della comunicazione, servendosi di questo approccio sistemico come strumento di decodifica.
Partiamo da un presupposto fondamentale: è impossibile non comunicare. I nostri gesti, atteggiamenti, movimenti, tono di voce e tutto il resto dei nostri comportamenti, comunicano anche senza le parole. Se consideriamo questo punto di vista, è semplice capire perché talvolta si inneschino conflitti in una coppia, in una famiglia, in una relazione di amicizia o di lavoro. Non è solo ciò che diciamo a influenzare gli altri, ma come lo diciamo, come ci poniamo quando lo diciamo, o anche quando non diciamo proprio niente.
Inoltre, la comunicazione non riguarda solo il contenuto del messaggio, ma sottolinea anche la relazione che c’è tra chi emette il messaggio e chi lo riceve. Per esempio una relazione di dominio/subordinazione tra un superiore e un dipendente al lavoro. O tra un genitore e un figlio in una famiglia. Ciò che una persona dice a un’altra, viene percepito anche in base alla relazione che intercorre tra loro. Se la relazione è conflittuale, per esempio, non è necessario che un messaggio sia brusco, minaccioso o ostile, verrà probabilmente percepito in maniera ostile a prescindere, perché inserito in un contesto di difficoltà e incomprensione.
Vediamo quindi come la comunicazione sia fatta di diversi livelli, uno più manifesto che è quello verbale, uno meno manifesto ma altrettanto importante che è quello non verbale e paraverbale.
Per tutti questi motivi, il counselor e il mediatore familiare prestano particolare attenzione a tutti i livelli della comunicazione dei propri clienti. Soprattutto nell’ambito della coppia e della famiglia, il contesto comunicativo rivela al counselor e mediatore familiare molti elementi che sono utilissimi per poter tracciare un quadro della situazione conflittuale e guidare i clienti alla presa di coscienza e alla soluzione.

 

Relazione e comunicazione: influenze e modifiche

Proprio per il fatto che facciamo parte di sistemi complessi e interconnessi, in cui i livelli di comunicazione sono molteplici, il modello sistemico offre a counselor e mediatori familiari un buon metodo di indagine per trarre gli strumenti utili all’aiuto. Se a ogni partner o familiare viene chiesto come percepisce le relazioni all’interno della sua coppia o famiglia, vengono evidenziati diversi punti di vista che spingono gli altri a modificare il proprio. I conflitti che si creano per l’incapacità di saper comunicare dei disagi o dei problemi, possono in questo modo appianarsi o comunque essere visti da un’angolazione differente, che favorisce la comprensione di aspetti non sempre chiari per tutte le persone coinvolte.
Anche per questo, spesso, counselor e mediatori familiari favoriscono una comunicazione anche visiva tra i clienti: guardarsi comunica quanto le parole, talvolta uno sguardo può trasmettere molto più delle parole e compito del counselor e mediatore è proprio quello di ristabilire una buona comunicazione su tutti i livelli.
Non siamo sempre portati a considerare il punto di vista altrui, anche se si tratta del nostro partner o di nostro figlio. Il modello sistemico pone l’attenzione su come la comunicazione e la relazione siano influenzate e modificate dai comportamenti reciproci. Ci insegna quanto sia importante considerare questi aspetti specialmente nei momenti in cui ci sono conflitti e incomprensioni.

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